Status progetto: Work in progress

  • Tina Modotti

    Tina Modotti

    “TINA MODOTTI – The Most Famous Unknown Artist”

    è un viaggio alla scoperta di una delle figure più affascinanti e sconosciute del Novecento, una delle più grandi artiste di sempre. Attraverso lettere personali, fotografie originali, documenti d’archivio e filmati dimenticati, il film intreccia la voce di Tina Modotti con le ricerche dei suoi biografi: Mark Eisner, Patricia Albers, Gianni Pignat e Christiane Barckhausen Canale. 

    Da Udine a San Francisco, da Hollywood a Città del Messico, da Mosca a Madrid, il racconto attraversa i luoghi vissuti da Tina e ne restituisce la complessità: artista e attivista, musa e rivoluzionaria, agente del Comintern. Un ritratto articolato ed emozionante, che sfida ogni etichetta. Un film che interroga il potere delle immagini e il confine sottile tra arte, vita e impegno politico. 

  • La Cenere e il Fiore

    La Cenere e il Fiore

    All’interno di una casa di cura, un gruppo anziani con forti disabilità motorie partecipa ad un laboratorio teatrale, che diviene così un momento di rinascita e di nuova consapevolezza rispetto alle possibili condizioni dell’età avanzata, che avrà il suo culmine nello spettacolo finale nel teatro stabile della città.

    Inside a nursing home, a group of elderly people, with severe mobility problems, participates in a theater workshop; this becomes a moment of rebirth and newfound awareness regarding the realities of old age, culminating in a final performance at the city’s resident theater.

  • Unabomber, I luoghi del terrore

    Unabomber, I luoghi del terrore

    Nel Nord-Est del nostro paese, tra Pordenone, Portogruaro e Lignano, tra il 1993 e il 2006, un serial bomber ha seminato 32 trappole esplosive che hanno ferito e menomato chi ha avuto la sfortuna di toccarle. Donne, anziani, bambini innocenti.  Il colpevole – o i colpevoli – non sono mai stati trovati. Eppure quel periodo ha segnato nel profondo la popolazione del Nord-Est, in un momento in cui era diventato “la locomotiva d’Italia”, dove nascevano capannoni come funghi, in cui la ricchezza e il lavoro sembravano inesauribili. In cui sembrava che nulla potesse turbare quel momento di ricchezza e benessere.  E invece la paura ha cambiato tutto.