Nel Nord-Est del nostro paese, tra Pordenone, Portogruaro e Lignano, tra il 1993 e il 2006, un serial bomber ha seminato 32 trappole esplosive che hanno ferito e menomato chi ha avuto la sfortuna di toccarle. Donne, anziani, bambini innocenti. Il colpevole – o i colpevoli – non sono mai stati trovati. Eppure quel periodo ha segnato nel profondo la popolazione del Nord-Est, in un momento in cui era diventato “la locomotiva d’Italia”, dove nascevano capannoni come funghi, in cui la ricchezza e il lavoro sembravano inesauribili. In cui sembrava che nulla potesse turbare quel momento di ricchezza e benessere. E invece la paura ha cambiato tutto.

